Il presidente Usa revoca autorizzazioni e contratti a studi legali considerati nemici, scatenando ricorsi e accuse di abuso di potere. Alcuni studi scelgono la conciliazioni …

Il presidente Usa revoca autorizzazioni e contratti a cinque studi legali considerati nemici, scatenando ricorsi e accuse di abuso di potere. Alcuni studi scelgono la conciliazioni …

 La guerra è ormai aperta. In due mesi a capo dell’amministrazione americana, Donald Trump ha messo nel mirino già cinque studi legali che in passato avevano rappresentato suoi avversari politici o erano stati coinvolti in cause civili o penali contro di lui. Alcuni hanno deciso di combattere, altri si sono arresi alle pressioni. Nei cinque ordini esecutivi firmati fin qui, il presidente ha revocato agli studi le autorizzazioni di sicurezza necessarie a lavorare con l’esecutivo, ordinato la risoluzione dei contratti governativi e limitato l’accesso agli edifici di Washington ai dipendenti delle aziende.

Il caso più clamoroso è quello della WilmerHale, l’ex studio legale di Robert Mueller, direttore dell’Fbi dal 2001 al 2013, incaricato nel 2017 di indagare sulle interferenze della Russia nella campagna per le presidenziali del 2016 e i presunti legami con i responsabili della campagna di Trump. L’ordine è stato firmato dal presidente giovedì e due giorni prima era già finita nel mirino la Jenner & Block, per cui aveva lavorato l’ex procuratore Andrew Weissmann, membro di spicco della squadra investigativa di Mueller.

Trump è stato esplicito. Nel testo dell’ordine esecutivo si citano apertamente i legami di WilmerHale con Mueller, in pensione dallo studio dal 2021, oltre ad accusare l’azienda di lavorare ‘pro bono’ a sostegno di cause “distruttive” relative all’immigrazione, e di discriminazione razziale. Le due società hanno presentato ricorso, con cause separate. L’ordine esecutivo di Trump è “un abuso di potere incostituzionale contro gli avvocati, i loro clienti e il sistema legale per costringerli a smettere di criticare l’amministrazione”, ha scritto la Jenner & Block. E ieri sera due giudici federali hanno per il momento bloccato le ritorsioni decise da Trump.

Il giudice John D. Bates, nominato a suo tempo da George W. Bush, ha vietato all’amministrazione di applicare un ordine che ha definito “preoccupante”. Stessa linea nella sentenza sulla WilmerHale emanata dal giudice Richard Leon, anch’egli nominato da Bush: l’ordine dell’amministrazione è “una ritorsione che colpisce la libertà di parola e la difesa legale, o si qualifica come un danno alla Costituzione”. Soddisfatto lo studio legale: La decisione “rende giustizia ai nostri diritti fondamentali e quelli dei nostri clienti sanciti dal Primo Emendamento”, si legge in una nota.

Anche la Perkins Coie ha intentato una causa contro l’amministrazione e ottenuto un ordine restrittivo da un giudice che blocca temporaneamente le sanzioni. Hanno invece scelto la via della conciliazione amichevole altre due società, la Paul Weiss e la Skadden Arps, che hanno stipulato accordi con Trump per evitare sanzioni. Paul Weiss ha accettato di lavorare ‘pro bono’ per il governo per un totale di 40 milioni di dollari. Più salato il conto per la Skadden Arps: 100 milioni in cause gratuite.

L’intesa ha galvanizzato Trump. La Skadden Arps, ha scritto su Truth, fornirà assistenza a veterani e membri delle forze dell’ordine, lavorerà per garantire “l’equità nel nostro sistema giudiziario” e combattere l’antisemitismo. La transazione però non è piaciuta agli associati degli studi. Il presidente di Paul Weiss, Brad Karp, è stato costretto a scrivere ai suoi avvocati per spiegare le ragioni della decisione. Nel merito, ha assicurato in una lettera trapelata alla stampa, non sarà Trump a decidere per quali cause lavoreranno gratis. Ma sul metodo non c’era scelta: “Trump avrebbe potuto facilmente distruggerci”. Stessa linea difensiva ha scelto Jeremy London della Skadden Arps: “Era la via migliore per proteggere i nostri clienti, i nostri dipendenti e la nostra azienda”, ha scritto in un’email a tutti gli associati.

Fonte: sito MSN

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